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venerdì 8 maggio 2009

Genchi assolto dal tribunale del riesame



Il Riesame ha annullato i due decreti di sequestro dei computer di Gioacchino Genchi, l’ex consulente di De Magistris indagato a Roma e perquisito dal Ros per abuso d’ufficio, accesso illegale a sistema informatico, violazione del segreto di Stato e dell’immunità parlamentare. Crolla così miseramente l’iniziativa dei procuratori aggiunti Nello Rossi e Achille Toro, che aveva portato al linciaggio di Genchi (Gasparri ne aveva addirittura chiesto l’arresto). Le motivazioni non sono ancora note. Ma l’avvocato Fabio Repici ha dimostrato che i reati contestati sono puro dadaismo giudiziario.

Accesso abusivo all’Agenzia dell’Entrate: non era abusivo perché autorizzato da vari pm. Acquisizione di tabulati “riconducibili a parlamentari” senza il permesso del Parlamento: per sapere che un telefono è riconducibile a Tizio o Caio, bisogna acquisirlo. E ad acquisirlo non è il consulente, ma il pm. E l’autorizzazione delle Camere è richiesta per usare i tabulati nel processo, non nelle indagini. E i tabulati non erano riconducibili a parlamentari: quello di Mastella era intestato alla Camera e al Dap, quello di Minniti a un tizio di Treviso, quello di Pisanu a tale Stefania I., quello di Loiero non era coperto da immunità perchè Loiero non era parlamentare. Quanto a quelli dei servizi segreti, non sono coperti da alcun segreto. In ogni caso non si vede che c’entri la Procura di Roma con un signore che vive e opera a Palermo. Si spera che il Riesame chiuda l’ennesima pagina nera della giustizia italiana sul caso Catanzaro. E che qualcuno, magari, torni a occuparsi del caso Catanzaro.

Dissequestrato l’archivio di Genchi di Nino Amadore

Dal Sole 24 ore, si riporta:


Gioacchino Genchi, il vicequestore e già consulente informatico palermitano indagato dalla Procura di Roma. Il tribunale del riesame ha infatti accolto la richiesta presentata dal legale Fabio Repici: la corte presieduta da Francesco Taurisano ha infatti disposto il dissequestro dell’archivio del consulente di numerose procure italiane e funzionario di polizia attualmente sospeso dal servizio: il sequestro era stato disposto l’11 marzo ma era stato eseguito due giorni dopo. Due i provvedimenti del tribunale romano in relazione ai due distinti procedimenti in cui Genchi è indagato a seguito della sua attività di consulente nelle inchieste Why Not e Poseidon condotte dall’ex magistrato della Procura di Catanzaro Luigi De Magistris che da qualche giorno si è dimesso dalla magistratura per dedicarsi alla politica: sarà candidato alle euuropee nelle liste di Italia dei Valori. Le inchieste a carico di Genchi, cooordinate dai procuratori aggiunti Achille Toro e Nello Rossi sono condotte dal sostituto procuratore Andrea De Gasperis secondo cui Genchi avrebbe commesso i reati di abuso di atti d’ufficio, violazione della legge sulla privacy e violazione della norma della legge Boato che prevede la richiesta di autorizzazione da parte della Camera per acquisire i tabulati dei parlamentari sotto inchiesta.



Il dispositivo del Tribunale del riesame capitolino riguarda sia il sequestro ordinato per il reato di abuso d’ufficio (eseguito sulla base della relazione del Ros dei carabinieri) per quanto riguarda l’utilizzazione di tabulati relativi a deputati e servizi segreti sia per il reato di accesso abusivo all’archivio informatico il cui procedimento è scaturito dalla denuncia di un dipendente dell’Agenzia delle entrate che avrebbe rilevato gli accessi abusivi. Soddisfatto del risultato il legale di Genchi, secondo cui «il tribunale del riesame confermando la nostra censura all’operato della Procura di Roma afferma il principio di legalità violato in ordine da: i magistrati della procura generale di Catanzaro, il Ros dei carabinieri, da un funzionario dell’agenzia delle Entrate e dalla procura di Roma. Preciso che in questa ultima Procura lavorano anche magistrati integerrimi ed eroici. Ma questa indagine dimostra come la direzione di questo ufficio abbia riportato il calendario ai tempi del porto delle nebbie».

«Ho sempre avuto fiducia nella Giustizia e nelle Istituzioni dello Stato – scrive Genchi sul suo blog Legittimadifesa all’indirizzo www.gioacchinogenchi.blogspot.com -. Mi sono difeso nel processo da accuse infamanti, ordite da chi ha cercato e sta cercando in tutti i modi di colpirmi per quello che è stato il mio impegno al servizio della Giustizia, nell’esclusivo interesse di ricerca e di affermazione della verità. Confermo la mia più assoluta stima ed incondizionata subordinazione al Capo della Polizia, alle Istituzioni dello Stato e ringrazio i tantissimi colleghi della Polizia, dell’Arma dei carabinieri, del Ros, della Dia e della Guardia di finanza, con i quali ho avuto l’onore di collaborare in oltre 20 anni della mia attività professionale». La Procura di Roma, secondo quanto riportato dall’Ansa, si riserva di leggere il dispositivo prima di commentare.

NOSTRO COMMENTO: Mentre i Media governativi tacciono sull’argomento, Noi ne parliamo.

Cosa dicono ora quelli che avevano chiesto l’arresto di Genchi?


Dal Blog: voglioscendere-ilcannocchiale, si riporta:

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