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domenica 31 maggio 2009

Cassazione: prosciolto Travaglio. Del Noce condannato anche al pagamento delle spese processuali e a versare 1.500 euro


Confermato dalla Cassazione il
proscioglimento del giornalista Marco Travaglio, in relazione ad alcune frasi, contenute in un articolo pubblicato nel 2007 dal quotidiano 'L'Unita'', ritenute diffamatorie da Fabrizio Del Noce. La quinta sezione penale della Suprema Corte ha
infatti dichiarato inammissibile il ricorso dell'ex direttore di RaiUno contro la sentenza con cui, nel dicembre scorso, il gip di Roma aveva disposto il non doversi procedere nei confronti di Travaglio e di Antonio Padellaro, all'epoca direttore del quotidiano, "perche' il fatto non sussiste".
"Nel provvedimento impugnato - spiegano 'gli ermellini' - e' stato sottolineato come i fatti riportati nella loro storicita', ossia le scelte di Del Noce relative all'eliminazione del programma di Biagi, alla conduzione del Festival di Sanremo, allo spostamento a tarda serata del programma di Arbore, fossero veritieri", percio', "non puo' valere il riferimento al messaggio che detta narrativa avrebbe
trasmesso al lettore, rappresentato dall'essersi posto il direttore della rete televisiva Rai uno al servizio di Mediaset: siffatto messaggio - si osserva nella sentenza 22659 - siccome costituisce un giudizio consequenziale a fatti reali,
assume rilievo ai fini penali solo qualora venga superato il limite della continenza".

Riguardo, poi, alle espressioni 'lombrico' e 'noisette', utilizzate nell'articolo e "idonee, secondo il ricorrente, a dimostrare disprezzo nei suoi confronti, in quanto evocativa la prima di un qualcosa di viscido e la seconda avente allusioni sessuali", i giudici di piazza Cavour osservano che "l'immagine del lombrico non e' stata usata a connotazione della persona di Del Noce e che l'interpretazione dell'altra parola, operata dall'impugnante, e' del tutto soggettiva ed apodistica". Alla luce di cio', la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di Del Noce condannandolo anche al pagamento delle spese processuali e a versare 1.500 euro alla cassa delle ammende.

da articolo21

sabato 30 maggio 2009

Beppe Grillo a Palazzolo

Dai nostri amici di Palazzolo















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da Lista civica Palazzolo

martedì 26 maggio 2009

CELLE A COMBUSTIBILE: Nuovo lancio per una tecnologia sostenibile


Le celle a combustibile sono una tecnologia che potrebbe e dovrebbe facilmente competere con i tradizionali metodi di creazione e distribuzione di energia elettrica. Le celle a combustibile possono essere paragonate ad una batteria alimentata continuamente e che opera utilizzando le proprietà chimiche dell‘idrogeno e dell’ossigeno per creare corrente elettrica utilizzabile.

Con l’obiettivo di soddisfare gli impegni presi che riguardano i livelli di emissioni di CO2, il governo del Regno Unito sta ora cominciando ad introdurre nuove legislazioni al fine di stimolare il mercato delle tecnologie pulite e rinnovabili nel paese e questo fatto ha il potenziale per cambiare radicalmente il mercato delle celle a combustibile. Mentre si è capito da tempo i benefici ambientali della tecnologia a celle a combustibile, il mercato è ancora piuttosto difficile da penetrare sia a livello di investitori, sia dal punto di vista del potenziale utente finale. Questa mancanza di accelerazione di mercato è stata una delle principali ragioni la tecnologia delle celle a combustibile non ha ancora trovato la sua strada nei mercati di massa. E proprio per questo si in attesa di una nuova normativa prevista dai legislatori.

The Platinum Metals Review con sede a Londra, ha pubblicato un report sull’industria intitolato:”Fuel Cells: Emerging Markets”. Il report afferma che le celle a combustibile supereranno le 5 milioni di unità l’anno realizzate, entro il 2013, riferendosi come stime al 2008 dove il mercato è cresciuto addirittura del 50% rispetto al 2007, passando alle 18.000 unità prodotte. Tutti i dati naturalmente fanno riferimento solo all’area del Regno Unito. Ad oggi gli analisti prevedono una notevole diffusione delle celle a combustibile nei settori chiave dei nuovi mercati emergenti come India, America Latina e Medio Oriente

Intanto un consorzio di imprese, sempre in Inghilterra, guidato da Waste2Tricity, punta all’utilizzo di 21 milioni di tonnellate di rifiuti prodotte dalla città di Londra annualmente, per trasformarle in energia elettrica mediante la gassificazione al plasma (dove le temperature arrivano a 6000°C) che trasformano la massa in syngas (una miscela di ossido di carbonio e idrogeno). Il syngas poi viene adeguatamente trattato e l’idrogeno poi utilizzato dalle celle a combustibile per produrre energia elettrica.

In un futuro molto prossimo, per questioni ambientali e di profitto le imprese aumenteranno la domanda della tecnologia delle celle a combustibile (dai costruttori di automobili elettriche, alle industrie di telecomunicazioni, produttori di UPS, ecc.). La tecnologia è già utilizzata in Giappone, quindi la proposta del consorzio per la costruzione di un impianto da € 150 milioni in grado di convertire in energia 250.000 tonnellate di rifiuti solidi urbani. Ed ora questa tecnologia rappresenta un interruttore per una gestione dei rifiuti ecologicamente responsabile proficua. E già l’Istituto di ingegneria meccanica inglese in una relazione a sostengono dell’utilizzo del plasma per la gassificazione dei rifiuti in syngas e l’utilizzo delle celle a combustibile potrebbe aumentare di efficienza per oltre il 50% rispetto alle tecnologie esistenti. Riaffermando la necessità di un atteggiamento positivo e di risorsa dei rifiuti come combustibile piuttosto che qualcosa che abbia bisogno di essere trattati e con pericolo essere smaltiti.

Da un altro lato, una società con sede nel Sussex: la Ceres Power sta rivoluzionando la tecnologia delle celle a combustibile. Ora le celle a combustibile utilizzando le proprietà chimiche dell’idrogeno e dell’ossigeno producono corrente elettrica. Non immagazzinano energia, ma la convertono da una forma ad un’altra. La Ceres Power invece lancia la sua nuova tecnologia celle a combustibile in grado di ridurre le emissioni di carbonio ed aumentare l’efficienza energetica applicandole a tecnologie esistenti. Le sperimentazioni della Ceres hanno dimostrato che, quando sono state installate in caldaie di tipo domestico, è stato possibile tagliare le bollette dell’energia elettrica del 90% e ridurre della metà le emissioni di anidride carbonica. L’idrogeno infatti può essere ricavato anche da benzina, gas naturale, propano o metanolo. Peter Bance, della Ceres Power, ritiene così che questa sia la “idea giusta al momento giusto”, individuando il potenziale delle loro celle a combustibile nei mercati emergenti. Bance è si consapevole del fatto che le proprie celle a combustibile sono alimentate da un combustibile fossile, ma non si tratta nient’altro di lanciare un nuovo atteggiamento per questa nuova tecnologia e abbandonare questi vecchi combustibili per abbracciare e realizzare il pieno potenziale delle celle a combustibile.

L’Ex sindaco di Londra, Ken Livingstone ha spinto per lanciare nella giusta direzione e garantendo una valida infrastruttura alla città per l’idrogeno e la tecnologia delle celle a combustibile per il futuro. L’attuale sindaco, Boris Johnson, ha invece recentemente annunciato un piano per introdurre 100.000 vetture elettriche nella capitale e realizzare un’infrastruttura di 25.000 punti di ricarica nelle strade pubbliche, parcheggi e negozi. Un terzo di tale finanziamento dovrebbe provenire dal bilancio del Greater London Authority (GLA), mentre il restante proviene dal governo centrale. Sulla scia del “New Green Deal”, con l’esplorazione di potenziali opportunità di collaborazione,si prevede di ottenere un maggior grado di coinvolgimento e discussione tra i paesi come l’India e il Regno Unito, proprio sulla base di nuove sinergie tra le due nazioni che, auspicabilmente e reciprocamente porterebbero vantaggiosi risultati per lo sviluppo del settore delle celle a combustibile in entrambi i paesi. La tecnologia delle celle a combustibile così porterebbe diventare un’importante alternativa energetica per il futuro. E partnership globali potrebbero garantire proprio la lor effettiva attuazione.


da genitronsviluppo

sabato 23 maggio 2009

Berlusconi attacca Report e l'Europa ora ci osserva


Il "devastante degrado" della libertà di informazione e di critica nel settore televisivo e il controllo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sul servizio pubblico Rai Tv sono stati portati all'attenzione del Consiglio d'Europa - Assemblea Parlamentare, Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, Commissario per i diritti umani - da due ex deputati del Palamento italiano ed europeo Lucio Manisco, Giuseppe Di Lello e dal giornalista Alessandro Cisilin, che hanno motivato il loro esposto con le misure censorie e disciplinari adottate nei confronti dei due programmi di giornalismo investigativo condotti da Milena Gabanelli e da Michele Santoro e con quanto riferito dalla stampa italiana sulle interferenze dello stesso presidente del Consiglio sulle nomine dei vertici Rai, per statuto di competenza del suo consiglio di amministrazione.

L'esposto, depositato al Consiglio d'Europa, si richiama all'articolo 11 della Carta dei Diritti Fondamentali, nonché a due risoluzioni, approvate a larghissima maggioranza nel 2004 dal Parlamento Europeo e dal Consiglio d'Europa, che avevano denunziato nel nostro paese il conflitto di interessi tra proprietà e controllo delle aziende televisive da parte di Silvio Berlusconi e le sue funzioni istituzionali di presidente del Consiglio.

"I rilievi sono stati ignorati o disattesi negli ultimi cinque anni dai governi Prodi e Berlusconi", hanno sottolineato i promotori dell'esposto, che hanno poi documentato i provvedimenti promulgati dai vertici Rai contro "Report" e "Annozero" a seguito degli attacchi portati ai programmi stessi dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti e dallo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

L'esposto ha chiesto quindi agli organi competenti del Consiglio d'Europa il varo di una "indagine conoscitiva" e di un"monitoraggio di questi e prevedibili nuovi attacchi alla libertà di informazione in Italia", nonché un richiamo al governo e al Parlamento della Repubblica Italiana acciocché osservino i rilievi già avanzati dal Parlamento Europeo e dal Consiglio d'Europa.

All'esposto sono stati allegati due recenti articoli della stampa britannica sul rischio di un'involuzione fascistica in Italia, nonché una pubblicazione redatta nel 2004 dagli stessi firmatari, tradotta in tre lingue, sull'informazione nel nostro paese dopo la "scesa in campo" di Silvio Berlusconi.

da Articolo 21

venerdì 22 maggio 2009

La mobilità ad idrogeno è gia realtà: iniziamo dalla bicicletta

Importante: per maggiori informazioni contattatemi

Quante volte abbiamo sentito parlare di auto ad idrogeno, quante volte abbiamo discusso, se era possibile la realizzazioni di autoveicoli completamente ecologici? Ancora adesso sembra che veicoli alimentati ad idrogeno debbano essere solo dei prototipi in possesso delle case automobilistiche; ma da oggi non è così.
Certo non stiamo parlando di auto ad idrogeno ma di una bicicletta a pedalata assistita; ecco le immagini.

Range con singola carica: 300 km Peso: 30 kg Velocità massima con pedalata assistita: 25 km/hr Sistema di propulsione: 36 V, 8.5 A PEM Fuel Cell Motore elettrico: motore brushless da 250 W Cambio: Shimano a 6
velocità Temperatura di funzionamento: 5°-35° C Tempo di accensione del sistema: 10-15 sec Energia a bordo: 1200 Wh Tempo di ricarica: 30 minuti Pressione dell'idrogeno: < 5 bar @ 25° C Bombole da 400 litri di H2 l'una.


Come si vede benissimo dall’immagine la bicicletta è predisposta con due bombole sotto il sellino, ma STATE TRANQUILLI, non c’è da aver paura per un eventuale esplosione, anzi queste sono leggende metropolitane; infatti queste bombole devono superare controlli durissimi e certamente non scoppiano; per farvi un esempio uno di questi test è un colpo di una pistola direttamente sulla bombola.
Quindi a costo di ripetermi NIENTE PAURA, la bombola è l'ultimo dei vostri problemi.
Paura per l’idrogeno? Anche qua sono nate tante leggende metropolitane; vi dico solo questo: se voi fate rifornimento con la benzina alla vostra auto allora siete degli impavidi temerari, l’idrogeno è meno infiammabile della benzina infatti la sua temperatura di auto–accensione si aggira sui 550 ° C contro i 230-250°C della benzina. Le fiamme da idrogeno, caratterizzate da bassa radiazione termica, si spostano velocemente verso l’alto, riducendo in questo modo la possibilità di incendiare altri materiali e il pericolo di emissioni tossiche. Inoltre l’idrogeno quando brucia si consuma molto più rapidamente degli altri combustibili tradizionali (benzina, gasolio e GPL): è stato calcolato che l’incendio di un’auto a idrogeno si esaurisce in un paio di minuti contro la mezz’ora di un’auto a benzina (Dati ENEA).

Ma veniamo ad un altro punto cruciale, cosa vuole dire circolare con un veicolo ad idrogeno? Sicuramente tralasciando che si tratta di una bicicletta (che come è risaputo non inquinano) vuol dire anche entrare in una NUOVA MENTALITA’ di TRASPORTO.
L’idrogeno si può fare in casa ad esempio, o per lo meno esistono già degli apparecchi detti Elettrolizzatori che trasformano l’acqua in idrogeno.








Un privato che compra la bicicletta potrebbe comprare benissimo l’idrogeno e stoccarlo in bombole e il costo di un pieno di 900 litri (il pieno della bicicletta per intenderci) gli costerebbe circa solo 8-9 € contando che potrebbe fare 300 Km !

Ma come dicevamo prima l’idrogeno si può fare anche in casa, ovvero come dalla figura (cliccare per ingrandirla); a questo punto potrebbero entrare in gioco i singoli comuni, o delle associazioni, questi con una spesa relativa potrebbero costruire loro stessi un distributore centralizzato di idrogeno, senza acquistarlo, ma producendolo solo con l’aiuto del sole.
La spesa per un impianto non è elevata, ma è alla portata di quasi tutte i comuni.
Una volta realizzato l’impianto tutti gli utenti viaggerebbero gratis per sempre, oggi con le bici, domani con gli scooter, aspettando ovviamente le automobili.

Per maggiori informazioni contattatemi; vi spiegherò nel dettaglio come è possibile costruire una stazione di rifornimento per la produzione di idrogeno e caratteristiche della bicicletta elettrica che avete appena visto.

Grazie

giovedì 21 maggio 2009

IL RE E NUDO. Speriamo non prenda troppo freddo



Condivido e aplifico il segnale di Nicola Bressan

Qual'è la situazione? Dei dirigenti che hanno sbagliato praticamente tutte le analisi politiche negli ultimi anni, sottovalutando in maniera evidente ciò che avveniva nella società hanno deciso che dovremo presentarci alle elezioni divisi. Si. Noi. Gente comune che vive nella quotidianità dei mutui e dei debiti. Di uno stipendio più o meno fisso ma certamente mai all'altezza del bisogno. O che non arriva proprio. Gente che crede che questo non sia il migliore dei mondi possibili e che crede di poterne costruire uno migliore...Ecco: ci hanno divisi ancora una volta. E nessuno ha capito molto bene perchè. Nessuno ha capito perchè in un momento di emergenza assoluta, in cui la libertà di espressione, la Costituzione, il concetto stesso di legalità, sono decisamente in pericolo, che da un punto di vista medico potremmo definire in coma vegetativo, nessuno ha capito perchè quella dirigenza ha ritenuto utile dividere questo piccolo esercito di democratici...forse perchè è sempre quel gruppo che non ha centrato una analisi che sia una? Allora come pretende questa dirigenza di ripresentarsi a noi, di chiedere il nostro voto? E per di più di presentarsi sventolando bandiere e simboli che poi nella pratica utilizzano ...diciamo ...in maniera non consona. Qualcuno mi dirà che sotto elezioni queste cose non si dicono...ma forse è il caso che si dicano . Io non credo di essere differente da te che voterai Rifondazione, o IDV, o Sinistra e LIbertà, o che non andrai proprio a votare. Io credo di avere le tue stesse aspettative, i tuoi stessi bisogni...i tuoi stessi "mal di pancia"....Ma ciò che mi sconvolge ancora di più è che ci stiamo comportando come dei dementi. NOI, non glia altri, loro, qualcuno. NOI!!! Perchè NOI, i dementi, non solo non scelgono di dibattere liberamente utilizzando strumenti interattivi che fino a poco tempo fa erano impensabili. Non solo non approfittano di questi ultimi ambiti di democrazia, preferiscono aspettare il messia. E allora ascoltano, e leggono...dove? sulle webtv!!! certo. Abbiamo uno strumento interattivo che può rendere delegati e deleganti tutti con la stessa capacità di parlare. C'è la possibilità di muoversi alla pari. E cosa facciamo dell'unica cosa interattiva che abbiamo? ne facciamo una webtv. Ne impediamo la interattività, lo scambio di punti di vista, domande, risposte...Trasformiamo questa grandissima cosa in ciò che ci ha ridotto così : in una televisione. Certo. Perchè se si iniziasse ad utilizzare lo strumento per ciò che è, se la si smettesse di dire fregnacce, allora si potrebbe inizare a costruire qualcosa, per poi andare nei quartieri, nelle strade a discutere di persona, confrontandosi, dicendo alla gente "tu sei come me, come pensi di uscire da questa situazione", facendo capire alla gente qual'è la situazione. E poi tornare ad utilizzare questo strumento per condividere con tutti ciò che è la propria realtà, quello che si è fatto e si sta facendo. Ma questo lo può fare la gente, quelli "normali", quelli con i figli, con i genitori anziani e malati...tutti...non vi è preclusione. Non c'è qualcuno al margine... Si puo ricostruire quell'unità che i dirigenti dei partiti della sinistra hanno macellato e suddiviso...ma serve la gente che si adoperi per fare ciò. Serve gente che risponda, che passi parola, che dica : nella nostra diversità siamo tutti uguali...siamo il popolo della sinistra, quello cresciuto nei valori trasmessi dai partigiani, siamo il popolo che crede nella costituzione, siamo il popolo che sa che questa società non darà mai più benessere per tutti, siamo quel popolo che sa che sui barconi respinti un giorno c'erano i nostri bisnonni e che se il mondo continua così ci saranno i nostri figli...e allora...non vi sembra un po da coglioni gettare via la vostra libertà, il futuro, solo perchè non avete il coraggio di pigiare i tasti del vostro computer e dire la vostra?

mercoledì 20 maggio 2009

Ma la monnezza è sparita?

Pubblichiamo ora un articolo dei nostri amici della Valle dei templi, chi meglio di loro sà a che punto stiamo con la monnezza; qui le televisioni non ne parlano più, forse è tutto finito?.... o forse no !



C’ERA UNA VOLTA LO STATO

O quantomeno così era per molte regioni italiane. Comunque, anche laddove in verità lo Stato era assente, la gente credeva che esistesse, magari non sapeva dove o cosa fosse, ma si illudeva comunque che ci fosse un’ “entità” superiore che in qualche modo controllasse quello che accadeva nello stivale.


Certo, non un controllo capillare, ne tantomeno esteso a tutto il territorio.

Il “calzino”, si sa, “puzza”e pertanto la Sicilia, che dallo stivale è fuori, ha sempre goduto di una certa “autonomia”.

Ma se il “calzino” puzza, anche la parte bassa dello “stivale”, per intenderci là dove sta il piede (Calabria, Campania, Puglia), certamente non profuma.

Dicevamo dunque di un’ “entità”, che in quanto tale e poco visibile, ha bisogno, un po’ come Dio, di suoi ministri, di esseri in carne e ossa, che suppliscano alla sua assenza.

Pian piano, questi “ministri in carne e ossa”, finiscono con il sostituire l’entità e capita che presone il posto, inizino a dettare proprie regole, ben diverse da quelle volute da chi hanno sostituito.

Accade allora, che lo Stato, prima sostituito e poi destituito, perda ogni potere e rappresentanza sul territorio.

Si racconta dunque, ma noi non ci crediamo, che mafia, camorra e ‘ndrangheta, avessero preso il posto di questo fantomatico Stato in alcune regioni d’Italia, dettando nuove leggi e governando secondo i propri interessi.

Tra questi ultimi, il “traffico della mondezza”.

In perfetta sintonia d’odori, piedi e calzini, la mondezza trova dunque un suo spazio e un suo regno in quella regione che porta il nome di Campania, ma che è più conosciuta come “Regno di Mondezza e Camorra”.

Ma un brutto giorno, la popolazione ha la malaugurata idea di ribellarsi ai Sovrani.

Non a entrambi, ma solo a Mondezza, poiché Camorra comunque amministra bene altri aspetti dello sviluppo economico del territorio (pizzo, droga, rapine, scippi e tangenti).

Camorra, deve così separarsi dalla consorte Mondezza (Camorra, nonostante il nome è maschio).

Allo scopo, viene invitato, nella qualità di “esperto”, Sire Silvio Berlusconi, il quale a Mondezza deve tanto.

Noi non sappiamo se la Regina Mondezza avesse sorelle, ma quello che è certo, che Sire Silvio e poi anche il fratello Paolo, ebbero una lunga storia con tale Mondezza, della quale beneficiò economicamente l’intera “famiglia”.
Purtroppo, la storia d’amore dei due fratelli con Mondezza, approdò nelle aule giudiziarie e portò alla condanna di Paolo per reati vari e al pagamento di parecchi milioni di euro.
I magistrati, non compresero infatti questo rapporto di “amorosi sensi” e ritennero di intravedere persino reati di truffa in danno della Regione Lombardia, nella misura di 150miliardi di vecchie lire.

Ma torniamo alla Campania.

Forte dell’esperienza acquisita, Sire Silvio chiamato a redimere la questione sentimentale tra Camorra e Mondezza, che scandalizzava i napoletani, promise di “eliminare” fisicamente Mondezza e farla sparire così dinanzi gli occhi del popolo inferocito.

In quattro e quattr’otto, organizzò il tutto e fece sparire l’odiata Regina dalle strade di Napoli.

Acclamato come un liberatore e osannato, in particolar modo dalla sua stessa corte, Sire Silvio diede la notizia al mondo intero: ho liberato Napoli da Mondezza!
In verità, Sire Silvio, memore dell’amore antico per Mondezza, aveva provveduto, come ci racconta Repubblica, a trasferire nella Reggia di Ferrandelle l’odiata regina.
Ferrandelle, è una località che si trova tra i comuni di Casal di Principe, Santa Maria La Fossa e Grazzanise, proprio nel cuore del Regno di Camorra e la stessa Reggia, fu sequestrata a Sua Maestà Francesco Schiavone, Sandokan I°.

Per garantire la privacy della Regina Mondezza, la Reggia con il parco di diversi ettari, è tenuta sotto stretta sorveglianza e nessuno si può avvicinare più di tanto perché tutto il perimetro è stato dichiarato sito di interesse strategico nazionale e c'è una vigilanza molto attenta che allontana tutti quelli che cercano di guardare più da vicino.
Purtroppo, un gruppo di curiosi rompiscatole, una squadra di attivisti di Legambiente, guidati dal direttore dell'associazione ambientalista, Raffaele Del Giudice, sono arrivati sul posto per fare "un sopralluogo".

Secondo questa gentaglia che non ha nessun rispetto per la Regina che viene spesso indicata con il nome di “rifiuti”, "Ci sono montagne di rifiuti ammassate senza alcun controllo sui possibili danni sanitari e ambientali mentre continua ad arrivare quotidianamente la mondezza da ogni parte della Campania".

A completare il tutto, anche i sudditi ribelli: i sindaci di Santa Maria La Fossa e Grazzanise, che poco più di un anno fa, guidarono una clamorosa protesta alla testa delle popolazioni locali. Dopo un braccio di ferro con il Commissario per l'emergenza rifiuti – questi rivoluzionari antimonarchici - diedero il via libera alla costruzione di due piazzole che dovevano "ospitare" all'incirca 90 mila metri cubi di rifiuti. Ma in via temporanea e con l'impegno a bonificare il sito entro breve tempo. "Qui ce ne sono almeno un milione di metri cubi di rifiuti – spiega il professor Stefano Tonziello, di Legambiente - e continuano a crescere giorno dopo giorno, perché l'emergenza non è finita, ma è stata solo spostata dalle città.

Qui arrivano rifiuti "tal quale", cioè senza essere selezionati a monte. E dunque non potranno mai essere bruciati nell'inceneritore di Acerra. Inceneritore che, peraltro, ora è in pieno collaudo e per vederlo operativo se ne parlerà almeno tra sei mesi." Nell'area tutt'intorno vi sono caseifici, allevamenti di bufale, campi coltivati a foraggio, pescheti, ortaggi, fragole, irrigati con le falde acquifere inquinate.

A parere del “rivoltoso” Tonziello, forse il vero miracolo di Sire Berlusconi sarebbe quello di aver messo a tacere tutto e tutti.
Tonziello, anche lui non comprendendo il rapporto di amorosi sensi che lega i Berlusconi (ma anche Camorra) alla Regina Mondezza, si spinge oltre affermando: “Qui, lasciatemi usare il paradosso, è tutto fuorilegge per legge. Se queste cose le avessero fatte i privati, si sarebbero aperte sicuramente le porte del carcere. Tenere in questo modo i rifiuti è da criminali. Senza considerare che tra poco con l'arrivo della stagione calda, tutt'intorno l'aria sarà irrespirabile, ma ci sarà anche un pericolo sanitario immediato per la salute delle persone”.
Come dire: se è vero che la Camorra sostituì lo Stato, altrettanto vero è che il Governo ha sostituito in tutto e per tutto la Camorra.

E vissero tutti felici e contenti!

da
La valle dei templi