www.bresciapoint.it

venerdì 8 maggio 2009

Neutralità del web sotto attacco




Tra i politici italiani, è Paolo Ferrero ad accorrere in difesa della libertà nella Rete

Paolo Ferrero rilancia il movimento in corso su Internet a difesa della libertà di Internet. «Gli utenti del web e i provider - sottolinea in una nota il segretario del Prc - chiedono ai parlamentari europei di fermare la direttiva "Telecoms Package", che darà ai gestori telefonici il potere di modificare le condizioni nelle quali usiamo le applicazioni più comuni, come Skype e Facebook».

«Come segretario di Rifondazione comunista e ancora di più come utente di Facebook, da dove rilancerò l’appello a tutti i miei amici su Facebook, invito - dice Ferrero - a firmare la petizione per garantire la libertà di Internet e del web, petizione disponibile per ora solo in inglese al link di Assoprovider».

«Che tutto ciò - dice ancora il leader del Prc - rappresenti una palese infrazione di quella sorta di ’par condicio' dell’accesso internet, che va sotto il nome 'neutralità della rete', sembra ai firmatari della lettera fuori discussione e sembra anche foriero di ulteriori gravi violazioni. Lo sembra anche a me, ecco perchè - conclude - aderisco a questo appello».

da La Stampa

martedì 5 maggio 2009

Comunicato Politico Locale - Palazzolo




"Cari amici e simpatizzanti della lista civica PALAZZOLO S/O A 5 STELLE,

come sapete la nostra è una lista di candidati indipendenti e senza nessuna influenza lobbystica.
Per scelta, non abbiamo sponsor, strutture partitiche, aziende o poteri locali che finanzino la nostra campagna elettorale.

In questo momento tutti i candidati stanno autonomamente finanziando la campagna che sta elaborando video, inchieste, informazione sul web, volantini e manifesti. Nonostante il nostro "impegno" nell'ideare una campagna a costo zero, le spese da sostenere restano comunque considerevoli, soprattutto quelle dei manifesti senza i quali non è possibile essere riconoscibili dall'elettorato.

Abbiamo inoltre recentemente saputo che per effettuare i nostri incontri pubblici presso le sedi messe a disposizione dal comune, dovremo pagare 100 euro + IVA per ogni incontro. Questa almeno la recente delibera della giunta, in barba al rispetto dei principi della democrazia.

Pertanto, chiunque di voi volesse dare il proprio contributo per finanziare la campagna PALAZZOLO A 5 STELLE è il benvenuto. Anche solo 5 euro in più POSSONO FARE LA DIFFERENZA.


Potete effettuare una donazione alla lista in diversi modi:
1. Tramite offerta "cash": Incontrando il gruppo durante il suo incontro
settimanale OGNI GIOVEDI SERA ALLE 20, 30 PRESSO IL BAR DELL’ORATORIO DI SAN
GIUSEPPE IN VIA VERDI A PALAZZOLO.

2. Ricaricando la nostra carta "PostePay":
NUMERO DI CARTA: 4023 6005 5562 5047
INTESTATA A: FABIO DI BENEDETTO(il tesoriere della lista)
(NB: Ricaricare la Postepay è semplice, si può fare anche dal tabaccaio! Cliccate
qui per leggere tutti i modi.

Tutti i crediti e le spese della lista sono da noi registrati in un
rendiconto richiedibile da voi in qualsiasi momento.

ABBIAMO BISOGNO DI VOI !

Una campagna elettorale finanziata dalla gente è possibile.
...E' già successo:
Grazie per l'attenzione,

Il Comitato Raccolta Fondi "Pezze al culo"
Lista Civica Palazzolo s/O a cinque stelle

Per ulteriori informazioni visitate il nostro sito !

lunedì 4 maggio 2009

Pensa te! Il buon governo della Xenofobia





A proposito di questo articolo apparso sui giornali... mi è venuta in mente questo testo di Bertold Brecht:





Un giorno vennero a prendere me...


Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare.

sabato 2 maggio 2009

Ha ragione Clementina: tutti zitti

I tedeschi premiano Travaglio per l'informazione



Tg e giornali (a parte il Corriere) hanno confinato la notizia in poche righe, visibili solo al microscopio elettronico. E’ la prima regola del regime: quanto più la notizia è sgradita al potere, tanto più va nascosta. Era già accaduto con i provvedimenti che davano ragione a Genchi, a De Magistris e ai pm di Salerno: omertà totale. La scena si ripete con la sentenza del Tar Lazio che annulla la delibera con cui il Csm nel 2008 trasferì Clementina Forleo da Milano a Cremona per “incompatibilità ambientale”.

Contro la gip, rea di essersi occupata dei padrini politici dei furbetti, si erano scatenati i maggiori partiti e le maggiori cariche (anzi, scariche) dello Stato. Poi il Csm (un solo voto contrario: Antonio Patrono), aveva eseguito la sentenza già scritta. Ma, per il Tar, violò tre volte “il principio di legalità”. 1) Il nuovo ordinamento giudiziario vieta di trasferire un giudice per condotte colpevoli o colpose: proprio quel che ha fatto il Csm, cacciando la Forleo per “esternazioni” che - per legge - non sono punibili. 2) Il Csm ha stabilito che la Forleo non poteva più “svolgere le funzioni con piena indipendenza e imparzialità” a Milano, ma s’è dimenticato di dare “un’esauriente spiegazione”. Dunque la Forleo doveva restare a Milano. 3) La vicepresidente della I commissione, Letizia Vacca (Pdci), anticipò il giudizio definendo Forleo e De Magistris “cattivi magistrati”, dunque avrebbe dovuto astenersi dal voto, per evitare “un’alterazione del procedimento”. Ma se ne guardò bene, coperta dagli altri. Complimenti vivissimi al Csm. E alla libera stampa italiana.

Guarda la videointervista a Giovanni Pesce, difensore di Clementina Forleo, che commenta la sentenza del Tar

tratto da: Voglio Scendere

A Palazzolo la prima lista civica a 5 stelle



Il progetto ‘Lista civica 5 stelle‘ nasce in un periodo in cui l’etica pubblica e la questione morale hanno lasciato spazio all’interesse personale, all’arrivismo financo a forme di fanatismo.

Il sistema delle deleghe ormai non funziona più. I partiti hanno spesso dimostrato di formare politici che non fanno l’interesse collettivo, ma quello di veri e propri “comitati d’affari”. E’ da noi cittadini che deve partire il cambiamento. E il primo cambiamento parte proprio dal nostro comune, che decide della nostra vita di tutti i giorni.
L’obiettivo che ci siamo posti è quello di dare un contributo alla nostra città (Palazzolo sull’Oglio - BS) partecipando direttamente e concretamente alla vita politica del comune.

In vari comuni italiani si è riusciti a migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso un sistema di rete. Un esempio tangibile è dato dall’ associazione dei comuni virtuosi che grazie ad un network tra vari comuni a ‘5 stelle‘ ha consentito un forte legame tra amministrazioni comunali, le quali, scambiandosi opinioni, consigli e pareri, sono giunte a miglioramenti oggettivi sul territorio.

Per rendere l’idea di ciò che auspichiamo per il comune di Palazzolo s/O, citiamo l’articolo 3 dello statuto di tale associazione:



OBIETTIVI DEI COMUNI VIRTUOSI

- ridurre i consumi energetici per gli immobili di proprietà pubblica e per la pubblica illuminazione, incentivando l’efficienza energetica e le fonti energetiche rinnovabili
- governare in modo consapevole il territorio, introducendo negli strumenti urbanistici comunali norme di contenimento del consumo di suolo ed efficenza energetica
- ridurre la produzione dei rifiuti attraverso progettualità concrete ed efficaci e introdurre la raccolta differenziata porta a porta spinta
- promuovere la diffusione di mezzi ecologici per una mobilità realmente sostenibile e gestire correttamente il territorio evitando il più possiibile spostamenti motorizzati superflui
- promuovere, incentivare e sostenere nuovi stili di vita nelle comunità amministrate, attraverso progettualità partecipate finalizzate alla riduzione dell’impronta ecologica di un territorio.”

COME REALIZZARLI

L’Associazione intende raggiungere le proprie finalità statutarie attraverso:

- il coinvolgimento dei cittadini
- lo scambio di informazioni, di esperienze e di procedure tra gli Enti soci
- l’organizzazione di progetti e campagne nazionali, corsi di formazione, convegni, congressi
- proposte commerciali rivolte agli enti locali finalizzate ad una complessiva riduzione dell’impronta ecologica dell’amministrazione coinvolta
- consulenti, esperti e ditte che operano nel mondo della sostenibilità ambientale.

Per concretizzare tutto questo (e molto altro ancora!) è necessario entrare nell’amministrazione comunale, possibilmente in giunta, in modo tale da dare un’impronta forte alla propria città.

Per questo motivo, ci siamo posti lo scopo di creare una lista civica certificata dal Blog Beppe Grillo. Firmarsi Beppe Grillo significa offrire una garanzia di credibilità agli elettori, poiché per ottener tale certificazione è necessario rispettare le condizioni richieste, come garanzia di “pulizia” dei candidati.

I NOSTRI PRINCIPI:

Leggi il nostro statuto

Facciamo appello alla società civile e a chiunque fosse interessato, per aiutarci in questo progetto.

Il tempo di delegare è finito. E’ da noi cittadini che deve partire il cambiamento.

Nota: ecco il sito

venerdì 1 maggio 2009

Stampa, Freedom House declassa l'Italia "Non è più un Paese pienamente libero"



L'organizzazione non governativa segnala in generale nel rapporto 2009
un peggioramento delle condizioni di libertà di manifestazione del pensiero e dei media


Nell'Europa Occidentale il nostro è l'unico Paese 'partly free'
seguito solo dalla Turchia. Al primo posto l'Islanda e i Paesi scandinavi
di ROSARIA AMATO


da REPUBBLICA

ROMA - La libertà di stampa si sta riducendo in tutto il mondo, e l'Italia non è esente da questa forma di degrado. Nel rapporto 2009 di Freedom House (organizzazione autonoma con sede negli Stati Uniti, che si pone come obiettivo la promozione della libertà nel mondo), infatti il nostro Paese viene declassato per la prima volta da Paese 'libero' (free) a 'parzialmente libero' (partly free), unico caso nell'Europa Occidentale insieme alla Turchia.

Le ragioni della retrocessione dell'Italia sono molteplici, spiegano gli estensori del Rapporto, che esamina la libertà di stampa in 195 Paesi da quasi 30 anni (dal 1980): "Nonostante l'Europa Occidentale goda a tutt'oggi della più ampia libertà di stampa, l'Italia è stata retrocessa nella categoria dei Paesi parzialmente liberi, dal momento che la libertà di parola è stata limitata da nuove leggi, dai tribunali, dalle crescenti intimidazioni subite dai giornalisti da parte della criminalità organizzata e dei gruppi di estrema destra, e a causa dell'eccessiva concentrazione della proprietà dei media".

Più in dettaglio, Freedom House riconosce che, in generale, in Italia "la libertà di parola e di stampa sono costituzionalmente garantite e generalmente rispettate, nonostante la concentrazione della proprietà dei media". Ma è proprio quest'ultimo il punto dolente. Certo, c'è la legge Gasparri, rispetto alla quale l'organizzazione avalla le critiche secondo le quali introduce norme che favoriscono l'attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ci sono i tanti processi per diffamazione a carico di altrettanti giornalisti, Freedom House ne cita alcuni tra i più eclatanti, tra i quali quelli a carico di Alexander Stille e di Marco Travaglio.

Ma il punto veramente dolente, a giudizio dell'organizzazione, è costituito "dalla concentrazione insolitamente alta della proprietà dei media rispetto agli standard europei". Berlusconi, affermano senza reticenze gli autori del rapporto, controlla attraverso il governo la Rai, e possiede Mediaset. E la crisi di La7 non ha certo giovato in questo panorama.

Tra i Paesi europei, anche la Grecia ha subito un significativo arretramento: precede infatti l'Italia di una sola postazione, e tuttavia mantiene la valutazione 'free', a differenza del nostro Paese. La quartultima posizione nell'Europa Occidentale è occupata dalla Grecia, preceduta, a parità di giudizio, da Malta, Francia e Cipro. Nella classifica generale l'Italia è al settantunesimo posto, a pari merito con Benin e Israele (tutti e tre primi 'partly free' della tabella).

I Paesi più liberi dell'Europa Occidentale sotto il profilo della libertà di stampa, sono, a giudizio di Freedom House, l'Islanda (primo), la Finlandia e la Norvegia (secondi), la Danimarca e la Svezia (quarti). Gli stessi Paesi sono anche in cima alla classifica generale. I primi Paese non europei nella classifica mondiale della libertà di stampa redatta da Freedom House sono la Nuova Zelanda e la Repubblica di Palau, all'undicesimo posto a pari merito con il Liechtenstein. Gli Stati Uniti arrivano solo al ventiquattresimo posto, a pari merito con la Repubblica Ceca e con la Lituania (rientrano ampiamente comunque tra i Paesi che godono di una libera stampa).

Ma la situazione europea, a parte il significativo deterioramento del clima in Italia, è decisamente positiva rispetto a quella di altre aree del mondo. "La professione giornalista è attualmente alle corde - denuncia Jennifer Windsor, direttore esecutivo di Freedom House - e sta lottando per rimanere in vita, stremata dalle pressioni dei governi e di altri potenti soggetti e dalla crisi economica globale. La stampa è la prima difesa della democrazia e la sua vulnerabilità ha enormi implicazioni per la sua tenuta, se i giornalisti non sono in grado di tener fermo il loro tradizionale ruolo di controllori dei poteri".

Poco più di un terzo dei 195 Paesi esaminati garantiscono attualmente la libertà di stampa: sono classificati 'free' solo 70 Stati, il 36% del campione. Sessantuno (il 31%) sono 'parzialmente liberi' e 64 (il 33%) sono 'non liberi'. Secondo l'indagine, solo il 17% della popolazione mondiale vive in Paesi che godono di una stampa libera.

La situazione è particolarmente peggiorata, oltre che in Italia, nell'Est asiatico, mentre per alcuni Paesi dell'ex Unione Sovietica, del Medio Oriente e del Nord Africa Freedom House parla di vere e proprie intimidazioni nei confronti della stampa libera. Un significativo passo in avanti è stato registrato dalle Maldive, passate dalla categoria 'not free' a quella 'free' grazie all'adozione di una nuova costituzione che protegge la libertà di manifestazione del pensiero, e al rilascio di un importante giornalista, detenuto in carcere.

Decisi peggioramenti si sono registrati in Cambogia ('not free'), Paese nel quale sono aumentate le forme di intimidazione e di violenza nei confronti dei giornalisti; Hong Kong ('partly free'), a causa delle eccessive forme di pressione esercitate dalla Cina, la stessa Cina e Taiwan; Bulgaria, Croazia, Bosnia e Russia; Israele, dove le pressioni sui giornalisti sono fortemente aumentate nel corso dell'ultimo conflitto a Gaza; Senegal e Madagascar; Messico, Bolivia, Ecuador, Guatemala e Nicaragua.

Tar del Lazio: Clementina Forleo non doveva essere trasferita



La sentenza
Ma il magistrato resterà ancora nella sede di Cremona
Il Tar «riabilita» la Forleo: errori sul trasferimento
Annullata la decisione del Csm. La gip: commossa


MILANO - Il Tar del Lazio dà ragione a Clementina For­leo e annulla la decisione con cui il Csm il 28 luglio 2008 ha trasferito il gip da Milano a Cremona per incompatibilità ambientale dopo che in tv e sulla stampa aveva parlato di «sottili pressioni» che avreb­be subito da «poteri forti» e di rallentamento delle indagini quando si occupava come giu­dice del caso Unipol/Bnl. Affer­mazioni che, dopo aver scate­nato polemiche a non finire, si concretizzarono in un proce­dimento dell’organo di auto­governo della magistratura. Una sentenza che la Forleo ha accolto commuovendosi nel pomeriggio di ieri, quan­do le è stata comunicata al te­lefono in ufficio al termine di un’udienza che stava tenendo a Cremona: «Sono contenta, la giustizia ha trionfato», ha detto con gli occhi lucidi. Ma che, pur essendo teoricamen­te immediatamente esecutiva, non verrà applicata subito. Al­meno non prima della defini­zione completa del suo iter che, se il Csm farà ricorso, co­me ha sempre fatto in casi ana­loghi, dovrà passare anche il vaglio del Consiglio di Stato. Per i difensori comunque si tratta di un primo punto a fa­vore che «rappresenta un’af­fermazione di principio im­portante », dichiara uno di lo­ro, l’avvocato Giovanni Pesce. Il quale, però, sceglie il basso profilo: «È il primo round e non comporterà un trasferi­mento perché a Cremona la dottoressa Forleo sta lavoran­do con serenità e soddisfazio­ne ». Anche perché l’intera vi­cenda e tutti i suoi strascichi hanno inciso sui rapporti tra il giudice e diversi suoi colle­ghi milanesi. Il Tar ha accolto praticamen­te tutte le richieste presentate al plenum del Consiglio supe­riore della magistratura dal di­fensore della Forleo, il procu­ratore di Asti Maurizio Laudi, e poi nelle udienze del proce­dimento amministrativo dai legali del gip che, oltre Pesce, sono Mario Sanino e Mauro Renna.

Tre i punti evidenziati dai giudici nelle 24 pagine del­la sentenza. Il primo è che di fronte al Csm il procedimento sulla Forleo non doveva segui­re la strada amministrativa del trasferimento d’ufficio, ma quella disciplinare che eventualmente può portare a un trasferimento cautelare; lo impedisce la legge sulla mate­ria che, modificata nel 2006, ha però creato un sistema che soffre di una «sorta di incom­pletezza », commentano i ma­gistrati. Il secondo passaggio riguarda il fatto che non è sta­ta data una «esauriente spiega­zione sulla plausibilità» del perché l’indipendenza e la im­parzialità di Clementina For­leo sarebbero state messe in dubbio dalle sue dichiarazio­ni. Il terzo argomento sottoli­neato dal Tar, infine, è che do­veva essere valutata dal Csm anche la richiesta con cui Lau­di aveva invitato all’astensio­ne per «inimicizia personale» il vice presidente della prima commissione Letizia Vacca la quale, in piena fase istrutto­ria, aveva pubblicamente defi­nito la Forleo e il collega Luigi De Magistris come «cattivi giudici che non danno il buon esempio». È «arduo ipotizzare che l’inosservanza dell’even­tuale obbligo di astensione non abbia potuto produrre un’alterazione del procedi­mento », commentano i giudi­ci. «Sono felice, ma quelle scritte dal Csm sono state pa­gine buie», commenta, riferen­dosi anche alle sue vicende, De Magistris, che si è felicita­to per la sentenza insieme con Antonio di Pietro, leader d’Ita­lia dei Valori, partito per il qua­le è stato candidato alle Euro­pee lo stesso De Magistris e, di recente, anche l’avvocato Pesce.

Giuseppe Guastella
01 maggio 2009

Fonte: Corriere della Sera
http://www.corriere.it/cronache/09_maggio_01/il_tar_riabilita_la_forleo_Giuseppe_Guastella_eeedd794-3628-11de-a78d-00144f02aabc.shtml